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LIONS-HOGS: 27-26
UN SOLO PUNTO, MA E' ANCORA BERGAMO

Anche se per un solo punto, 27 a 26, il primo decennio di sfide fra Lions e Hogs, va ai bergamaschi, che dal 2001 si sono sempre imposti sugli ospiti. A meno di 2 minuti dalla fine il QB Van Pelt inizia il drive dalle 40 difensive degli Hogs ( bello il precedente ritorno di Ghislandi) e con davvero pochi secondi rimasti prima segna con una breve corsa laterale, poi trova Capodaglio per i 2 punti del sorpasso finale.
Partita iniziata bene per gli Hogs, che nel primo quarto prima erano passati in vantaggio con una counter da 80 yard diMittasch (ok il PAT) e poi incrementato con una sciabolata di oltre 50 yard di Holmes per Simmons, senza però trasformare: Hogs 13 Lions 0.


I primi due possessi dei Lions non avevano prodotto quasi nulla, con un Van Pelt sotto le righe. A sorpresa gli Hogs giocano un onside-kick e il piede di Manfredini, ormai geneticamente trasformato dalle oltre 1000 ripetizioni della settimana è perfetto: due rimbalzi e Ligabue va più in alto di tutti a prendere il pallone.
Ancora attacco Hogs, ma subito cala il silenzio sulla side line reggiana.
Dopo un placcaggio, Mittasch si rialza a fatica , esce dal campo zoppicando e non sarà più in grado di rientrare, per tutta la partita e probabilmente per la stagione.
Ovviamente la mancanza di un giocatore di questo livello non può non farsi sentire. Gli Hogs sulle proprie 40 si trovano davanti a un 4° e 4. Qui forse il coaching staff sfida un poco troppo la fortuna e va per la chiusura del down. Option di Holmes, che tiene il pallone, forse chiude, ma prima di arrivare a terra è colpito sul braccio: tegola sulla testa degli Hogs, fumble. Non è finita: dopo la tegola arriva giù anche la grondaia. Malvezzi controlla il pallone e vola in TD. Col calcio si va sul 13 a 7.

Sin qui le coperture del backfield reggiano hanno funzionato bene, ma per un evidente errore di allineamento nessuno segue Podavitte che in perfetta solitudine riceve il pass di oltre 50 yard di Van Pelt. Sbagliano il calcio i Lions e all’intervallo è parità perfetta, 13 a 13.
Per buona parte del terzo quarto le difese hanno la meglio sugli attacchi, poi Gavesi intercetta Van Pelt, taglia il campo ed esce riconsegnando il pallone agli Hogs. Sul tentativo di lancio i 4/5 della linea d’attacco vanno in protezione a sinistra ed il resto decide per il lato destro. Maledetta primavera e di nuovo cadono tegole a catinelle: Castellano stende Holmes ancora impegnato nella finta, palla che rotola e Magni la porta in end zone con una corsetta di oltre 60 yard. Lions avanti 19 a 13. Arriva la risposta degli Hogs che ora giocano una formazione spread. Alla fine di un lungo drive è Holmes che chiude con una sneak. Fallisce però la trasformazione da 2 e si va sul 19 pari.

Nell’ultimo quarto uno splendido punt di Van Pelt costringe gli Hogs a partire dentro alle proprie 10. Sgomitando chiude un down Fiorillo, una corsa di Holmes e poi splendida fiammata dei reggiani: fly di Simmons sul TD pass da oltre 60 yard di Holmes. Mancando meno di due minuti il WR degli Hogs rallenta vistosamente prima di entrare in end zone, per mangiare altri secondi, ma la crew dice taunting. Lodesani però centra i pali e a 90 secondi dalla fine Hogs avanti 26 a 19.

Per la penalità dopo il TD si calcia arretrati: invece di uno squib kick a rotolare, la palla va alta, la prende Ghislandi e sapete già come è andata a finire.

Ora i Lions sono ai play off e gli Hogs rimangono attaccati all’esile filo di riuscire a vincere gli ultimi 2 incontri, senza però Mittasch: il football è uno sport di squadra, ma certe individualità non sono facili da rimpiazzare.
Gli Hogs incassano la terza sconfitta e la differenza fra 6 vinte e 0 perse e il loro attuale record di 3 e 3 è stata in tutto di soli 5 soli punti.
Dove li trovi 5 punti in tre partite? Li trovi in oltre cento piccole cose che i coach ti martellano in testa ad ogni allenamento: muovi il piede, blocca interno poi esterno, stai basso. Qualche volta sei stanco, sei arrivato in fretta dal lavoro, non ci sei con la testa e sbagli: non importa, tanto adesso ripetiamo l’azione. Poi però quando finita la partita guardi il tabellone e vedi che ti manca un punto, capisci che ripeti mille volte un’azione per impararla, ma anche per non sbagliarla mai, in nessuna situazione di campo e di punteggio.

La redazione di Ultrafootball.

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